Le crisi nella vita della coppia: riconoscere, ascoltare, camminare insieme

Un gruppo di coppie di Famiglie Nuove dell’Italia si sono trovate a Benevento per una formazione speciale (continuate a leggere sotto).

Collegati a Famiglie Nuove.

A me è toccato parlare delle crisi nella vita della coppia. Nel video che segue condivido l’audio e la presentazione del tema (30′ circa).

 

Per chi è interessato al corso fatto, condivido anche una sintesi dell’incontro che si è tenuto dal 9 al 11 febbraio 2018, fatta da uno degli organizzatori: Piero Acler (nella foto con la sua moglie Michela).

Buon ascolto, buona lettura!

 

Benevento 9-11 febbraio

Ascoltare, riconoscere, camminare insieme!
Questo il programma che, in breve, riassumeva quello ufficiale, a sua volta sviluppato in tre giorni, da venerdì a domenica, durante i quali cinquantasei coppie provenienti da tutta Italia, hanno dato vita al Corso di formazione per animatori di Famiglie Nuove tenutosi a Benevento dal 9 all’11 febbraio.
Ascoltare sé stessi e il coniuge
Riconoscere i segnali della crisi al loro primo manifestarsi, ma non solo: anche le dinamiche di coppia, tenendo presente che ciascuna ha la propria e che è chiamata a lavorare su quella.
Accompagnare le coppie che hanno bisogno di sostegno nei momenti di difficoltà. Accompagnare allo stesso tempo, anche tutte le coppie dei gruppi che ci sono state affidate.
“Antropologia della famiglia e della coppia”, “Il senso della relazione”, “Okness: io sono ok, tu sei ok” hanno dato voce e fatto spazio, fin dalla prima mattinata, a Colui che, dopo ad averci creato, ha deciso di abitare dentro di noi, conferendo una grande dignità all’essere umano, in grado di riflettere il volto di Dio, niente di meno! Perché Dio … ti vede come un essere speciale.
Questo il punto di partenza che dava senso e significato alle tre giornate del Corso strutturato con un format particolarmente apprezzato fatto di temi, relazioni, meditazioni, esercitazioni, simulate, brein-storming, attivatori, condivisioni, dialoghi a piccoli e grandi gruppi.
Un esempio fra tutti: l’empatia scaturita dall’amore che circola nella coppia ti porta a conoscere l’altro in un modo nuovo, fino ad assicurarti di aver capito bene le sue reali esigenze, attraverso, ad esempio, la riformulazione. Dopo averlo ascoltato, ti sforzerai dunque di ripetere ciò che egli ha detto, senza critiche o giudizio, per dargli modo di dire “Sì, era proprio questo che volevo dire” oppure “Forse non mi sono spiegato bene …”.
I temi erano trattati da esperti ed erano specifici sulla vita della coppia: ne approfondivano le tematiche e cercavano, allo stesso tempo, idee e soluzioni.
Uno spazio importante nell’ambito del Corso è stato dedicato alla spiritualità, considerata uno dei pilastri portanti, accanto a quella esperienziale e psicologica (o umano/relazionale).
Le “simulate” hanno aiutato a calarsi più facilmente nelle problematiche che venivano via via sviluppate, con drammatizzazioni presentate personalmente dall’equipe organizzatrice, o messe in scena direttamente dai partecipanti divisi in gruppi. Attraverso la “simulata di colloquio” si è cercato di mettere in atto le strategie necessarie all’accoglienza nei confronti di una coppia desiderosa di mettere in comune la propria vita e le proprie difficoltà. Così come, la “simulata dinamica di gruppo” ha messo in evidenza i limiti di alcuni modi di condurre, siano essi troppo ligi o troppo tolleranti.
Con l’individuazione dei segnali di pre-crisi e l’esercitazione sul conflitto siamo entrati nel cuore della tematica: è venuta in evidenza l’importanza di accorgersi in tempo di eventuali segnali che possano far intuire che una coppia sta attraversando un periodo difficile.
Come comportarsi? Quali sono questi segnali? Negli incontri di FN ci sono delle cose (comportamenti, atteggiamenti, espressioni) che favoriscono o che ostacolano la loro individuazione?
Partendo dal tema di Jesus, l’ultimo giorno si è affrontato in modo più specifico il tema dell’accompagnamento. Da quali motivazioni devo essere mosso e quale l’atteggiamento da tenere nel momento in cui mi accingo ad accompagnare una coppia (sia essa deliberatamente in crisi, o semplicemente bisognosa di particolare cura e attenzione)?
Sono emerse in tal senso alcune indicazioni utili ad intraprendere con prudenza, tenacia ed efficacia la strada dell’accompagnamento: innanzitutto l’importanza della privacy, doverosa per evitare atteggiamenti inopportuni che potrebbero spingersi addirittura fino al pettegolezzo; servirà quindi, un certo distacco dal risultato finale, essendo pronti anche ad affrontare un eventuale insuccesso: ne consegue che, anche la gioia di eventuali “successi” debba scaturire unicamente dal desiderio di essere al servizio della coppia e non dal proprio tornaconto o per una mera soddisfazione personale (quest’ultimo appunto parrebbe scontato, ma è venuto in evidenza che non sempre è così).
L’accompagnamento non può essere quindi improvvisato, dev’esserci a monte una preparazione e, in un certo senso, anche una propensione e un’attitudine volta a cercare il bene dell’altro, in questo caso della coppia.
Le impressioni e indicazioni raccolte nell’ultima ora di lavoro hanno dato l’idea di quanto i partecipanti al corso abbiano apprezzato le tematiche esposte e le modalità usate.
Numerosi interventi hanno sottolineato l’importanza e l’utilità dell’essersi messi in gioco, sperimentando personalmente, piuttosto che teoricamente, l’utilità delle nuove modalità proposte attraverso esercitazioni, conversazioni, riunioni di gruppo e condivisioni in plenaria. I partecipanti hanno espressamente chiesto di approfondire in futuro altri temi, sempre con la nuova modalità sperimentata. E questo, prima di tutto per loro, ma anche per trovarsi opportunamente preparati e poter approfondire nei gruppi, che ciascuno ha affidato, le tematiche che interessano la vita della coppia.
Il desiderio di rivedersi, continuare ed andare avanti pareva quasi scontato e motivato dalla constatazione di essere semplicemente in cammino, un cammino che conoscerà nuove fasi, e nuove tappe, un cammino da percorrere sospinti unicamente dall’amore e dalla ricerca di un sempre maggiore benessere della coppia.

IMPRESSIONI

E’ stato molto bello, intenso, stimolante, profondo.
Abbiamo curato la nostra relazione e sperimentato quanto gli strumenti utilizzati siano utili per nutrire il nostro cuore. Conoscere in prima persona il metodo lo rende più utilizzabile.

Siamo appena tornati da questo corso per accompagnatori di famiglie.
Eravamo 56 coppie da tutta l’Italia, 12 dalla Campania. E’ molto difficile dirvi cosa abbiamo vissuto: un’esperienza da vivere per ritrovare l’intimità, la complicità, la sacralità del matrimonio … per essere sale per l’umanità.

Anche noi siamo arrivati ora a casa arricchiti dai contenuti del corso, dal bel clima respirato e dall’unità.

 

Piero Acler

 

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